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Soraya Montecchi, Dama di Venezia. Una semplice storia scritta di mio pugno, nata da un GDR.
Amo
Il mio violino, le mie Rose, Etienne amato cugino, il mare di Venezia, le feste in maschera, i giardini di Palazzo Lucrezia, la luna, il caffè Florian. Ho una predilezione per i miei più cari amici, Ester, Gustave, le attrici del Grimani Ameli e Armand, Anton e Karont, il gatto di Etienne.
Odio
Detesto gli ignoranti, coloro che disprezzano l'arte senza conoscerla, esseri senz'anima. Detesto la solitudine, la noia e colui che mi strappò dalla vita felice con mia sorella Fresia.
Ascolto
Lo sciabordio dell'acqua, il suono del violino, i passi delle persone, le voci delle persone. Il mio Cuore.
Guardo
I canali e le case di Venezia, quando la mia gondola scivola leggera sull'acqua. Guardo gli interni del Cafè Florian, i giardini di Castello, i Palazzi della mia Cà Foscari.
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Continuare a vivere a Venezia, riavere accanto a me il mio Angelo.
Io
Sono Soraya Montecchi, Violinista di Verona. Nell'inverno dei miei sedici anni lasciai l'Italia alla volta dell'Europa, tracciando il mio cammino e suonando nelle corti e nei teatri d'Europa sotto la guida del mio Mecenate vicentino Xavier. A diciotto anni sono tornata in Italia. Volevo tornare nella terra dove ero cresciuta e dove avevo amato la persona più importante della mia vita. Ma non ebbi il cuore per tornare nella mia città natale. Sbarcai alla Serenissima il 9 aprile 1726, nella terra dell'acqua. Sono stata la Visri dei Necrofori della Città del Leone, poi sono tornata a lavorare come violinista. Vivo a Cà D'oro e questa è la mia storia.
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"Eternità"
Ancora la Luce...
La fragranza dei fiori che danza e si dissolve, sussurrando dolcemente ...
Si ripete così sin dall'inizio dei tempi.
Anche le ferite più piccole non riescono a rimarginarsi...Questo ciclo di dolore è nuovamente cominciato.
Anche se desidero inseguire la tua mano, la tua voce, le tue orme...
Quella porta distante rifiuta di aprirsi...
Grido inutilmente al cielo chiedendo il significato della vita ... ma risponde solo un eco..
Un sogno eterno.

§SorayaLaRosa§....... commenti (1)
Mi piacerebbe fare una bella passeggiata ai giardini. Indossare un abito nuovo e avere al fianco un vecchio amico con cui parlare.
Sogno una giornata di sole con il profumo del mare nell'aria. Camminare lungo il sentiero di ghiaia facendo roteare un ombrellino di pizzo sulla spalla.
Sorriderti e prendermi gioco di te.
Sarà questa pioggia scrosciante a farmi venire nostalgia dei vecchi tempi? Di quando io e te, Gustave, chiacchieravamo a lungo di frivolezze con qualche perla d'ironia? Ho ricevuto la tua lettera, sei tornato a Verona. Dimmi... com'è la mia bella città? Splendida come la ricordo?
Mentre sono qui, con la camicia da notte bianca a scrivere il diario distesa sul letto, immagino i Giardini della mia Piazza, l'Anfiteatro, il Castello della famiglia scaligera.
Guardo fuori dalla finestra e vedo gocce di noia.
Cosa sarà successo oggi, fuori dalla Cà D'Oro?
§SorayaLaRosa§....... commenti (2)
Ieri sera, dopo una lunga passeggiata a San Marco, sono passata in gioielleria. Ho comprato un anello rosa, simile ad un altro di mio possesso che amo indossare. A differenza del mio, è realizzato in oro anzichè in argento e piccoli diamanti ornano la pietra centrale.
Non so perchè l'ho acquistato. Mi piaceva certo, ma non lo vedo adatto alle mie dita.
Ammetto che ho pensato a Romeo. Probabilmente lo porterò con me a San Michele domenica sera. Non so se glielo consegnerò... un anello è sempre una promessa. Egli mi aveva spedito un meraviglioso gioiello di perle rosa ma non l'ho mai estratto dalla scatola per infilarlo.
Quest'attesa agrodolce mi sembra soffocante e meravigliosa al tempo stesso... una punta di timore mi punge il fianco. Cosa accadrà al giardino della malinconia domenica notte?
Non lo so...
§SorayaLaRosa§....... commenti (1)
15 maggio 1726
Quella notte avete smosso qualcosa dentro di me...
Non so quale potere avete usato... quale alchimia avete celato in quella rosa... nelle vostre parole, nei vostri occhi verdi..
Ci siamo lasciati con un bacio leggero, il mistero della vostra maschera custodiva la vostra identità...
Avete ferito il mio cuore coi ricordi, siete stato superbo diachiarando che mi avreste avuta perchè siete abituato ad ottenere gli oggetti del vostro desiderio.
Vi ho smentito, vi ho avvisato che da molti anni nessuno è riuscito ad incatenare il mio cuore, tantomeno la mia anima con i nastri rossi dell'amore...
Ma quando ripenso a quella notte una strana sensazione mi prende l'anima.
Non voglio ancora scoprire chi siete, voglio che l'illusione di un sogno rimanga intatta nella mia mente. Sarà paura, timore... non lo so....
Resta il fatto che penso ancora a Voi...
Romeo.
Una pagina del diario di Soraya. A fianco carta da lettera, calamaio, sigillo e ceralacca.
§SorayaLaRosa§....... commenti
Messaggi d'amore tra le poesie della Bacheca Veneziana.
Soraya e Romeo.
Soraya:
"Romeo, perchè sei tu Romeo?" diceva madama Capuleti struggendosi dal balcone. Dinanzi ai suoi occhi la verità; il suo amore era nemico della sua casata.
"Romeo, Romeo, chi sei tu, Romeo?" cotali sono le mie parole. Ti vidi di sfuggita, una rosa come messaggio... nulla di più...
Ti celerai ancora a me?
Ti troverò se andrò a cercare tra le rose del mio vecchio giardino?
Romeo:
"Love me, and leave me not."
"Io ho donato al mio amore un anello,
e l’ho fatto giurare di non darlo mai via."
( Tratto da : Il Mercante Di Venezia )
Mi senti..? ti chiamo nel vento, nelle spiaggie dorate e deserte, ti chiamo sotto l'intensa pioggia autunnale, tra la strana inconscienza della gente.
Nel rumore assordante del silenzio e nel cuore sterile di chi non conosce amore...come se fosse abbastanza io sto qui e continuo a chiamarti...
Romeo.
Soraya:
Sentite il mio vento del nord cosa racconta?
Di un giardino dove le anime riposano silenti custodite da angeli di pietra.
Se questo richiamo vi giunge, seguite la stella polare e giungete nell'isola di San Michele. Al centro del cimitero a fianco del roseto, v'è un enorme angelo con accanto una croce greca. Mi troverete laggiù, domenica sera.
*Soraya*
Romeo:
E non comprendo più se è il Vento o son le vostre mani che mi carezzano il volto , i pensieri.Non una Donna, non una Megera ma un Angelo , un Angelo del paradiso che mi invita cantando a raggiungerlo.Ed io non posso rimaner sordo a tal richiamo che molti , mia Musa , non son capaci di ascoltare.Ci troveremo lì , dove le ombre della notte ingoiano la luce della Luna.
Sempre vostro,
Romeo.
§SorayaLaRosa§....... commenti (1)