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Soraya Montecchi, Dama di Venezia. Una semplice storia scritta di mio pugno, nata da un GDR.

Amo

Il mio violino, le mie Rose, Etienne amato cugino, il mare di Venezia, le feste in maschera, i giardini di Palazzo Lucrezia, la luna, il caffè Florian. Ho una predilezione per i miei più cari amici, Ester, Gustave, le attrici del Grimani Ameli e Armand, Anton e Karont, il gatto di Etienne.

Odio

Detesto gli ignoranti, coloro che disprezzano l'arte senza conoscerla, esseri senz'anima. Detesto la solitudine, la noia e colui che mi strappò dalla vita felice con mia sorella Fresia.

Ascolto

Lo sciabordio dell'acqua, il suono del violino, i passi delle persone, le voci delle persone. Il mio Cuore.

Guardo

I canali e le case di Venezia, quando la mia gondola scivola leggera sull'acqua. Guardo gli interni del Cafè Florian, i giardini di Castello, i Palazzi della mia Cà Foscari.

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Continuare a vivere a Venezia, riavere accanto a me il mio Angelo.

Io

Sono Soraya Montecchi, Violinista di Verona. Nell'inverno dei miei sedici anni lasciai l'Italia alla volta dell'Europa, tracciando il mio cammino e suonando nelle corti e nei teatri d'Europa sotto la guida del mio Mecenate vicentino Xavier. A diciotto anni sono tornata in Italia. Volevo tornare nella terra dove ero cresciuta e dove avevo amato la persona più importante della mia vita. Ma non ebbi il cuore per tornare nella mia città natale. Sbarcai alla Serenissima il 9 aprile 1726, nella terra dell'acqua. Sono stata la Visri dei Necrofori della Città del Leone, poi sono tornata a lavorare come violinista. Vivo a Cà D'oro e questa è la mia storia.

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Un anno è passato, tra musica e suoni, canti e balli. Le risate nei cafè, le letture al parco, i giochi dietro le maschere e i letti dei salotti, i pianti nascosti, i veli posti sul capo durante le veglie in Basilica, i misteri del cimitero, le passeggiate al Lido, i concerti nei palazzi, le amicizie dell'accademia dell'arte, le invidie, le gelosie e il sostegno degli amici. Tutto ciò è la mia Venezia. Ora e per sempre, ricordi racchiusi all'interno di me.
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Un’altra splendida giornata si apre su Venezia. Stò leggendo i libri di botanica che ho trovato nella stanza adiacente alla serra e la loro lettura riempie ogni mio momento libero.

Si avvicina inoltre la data del concerto, ancora tre giorni e finalmente suonerò per il pubblico di Venezia. Non vedo l’ora.

Le dita tremano dall’emozione  come se fossi una principiante, santo cielo. Anni ed anni di esibizioni non servono a nulla contro l’adrenalina che riempie le vene e mi annebbia il cervello quando suono. Perché qualsiasi sia il mio pubblico sento sempre l’anima mia volar lassù tra le stelle del cielo, danzar col vento e sorvolar il mondo.

Stò già preparando gli spartiti, non credo che eseguirò qualche mio inedito, meglio stare sul tradizionale. Ieri ho parlato con Dama Giorgia e con Dama Ereandil per la scaletta ma penso che decideremo sul momento che ordine seguire, per me non c’è nessun problema.

Palazzo Flangini, alle tre e mezzo del meriggio nella sala della musica. Tre musiciste per un concerto, il primo da quando è stata istituita la nuova accademia dell’arte. Sono così felice. Spero che vada tutto bene.

L’unica cosa che mi dispiace è che Ester non potrà essere presente. Manderò l’invito ad Etienne e a Gustave, voglio che vi siano. Non so se Anton potrà, glielo chiederò comunque non appena lo vedrò.

 

Ora è meglio che vada in locanda, da qualche parte troverò Etienne spero. Da quando è cicisbeo non lo vedo praticamente più.


§SorayaLaRosa§....... commenti (4)

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24/07/1726

 

Sono infine riuscita a parlar con Anton ed egli mi ha confermato che le tombe del decumano est sono state profanate.

Quanto è vero Iddio non permetterò che tale scempio si ripeta!

L’ultima dimora dei morti è fatta anche per riporre segreti ben lo so ma non vi sarà alcuno che alzerà la vanga sul terreno e aprirà le bare di legno, non fin quando io, Soraya Montecchi scoprirò e smaschererò chi si è macchiato di tale onta.

 

San Michele racchiude più segreti di quanto immaginassi, sarà il caso di andare all’ufficio dei registri e scoprire qualcosa su quella famiglia maledetta.

 

***

 

Questo è quanto è accaduto due giorni or sono mentre oggi tutto è molto più tranquillo in città.

Ho avuto il piacere di vedere Evey e Mercedes alla locanda ove ho conosciuto due signori, il misterioso Solitudo e l’interessante Jerar.  Abbiamo avuto un interessante scambio di opinioni e non vedo l’ora di approfondirla quando entrambi avremo più tempo.

La serra và avanti grazie alle miei cure mentre le missive che ho mandato ad Elie ancora non mi hanno portato risposta alcuna. Ho bisogno di parlare e di vederla… spero che presto un paggio mi porti sue notizie.

Mio cugino Etienne è entrato nella gilda delle lucrezie come cicisbeo e si è trasferito nel palazzo del Sestiere di Castello.

Cà d’Oro mi sembra silente senza di lui.

 

 

 

***Certe notti mi sento sola in quel grande letto a baldacchino***

**miei sogni, venite a farmi compagnia**

*o dolci labbra vostre messere, fatevi ancora baciare*

 


§SorayaLaRosa§....... commenti (3)

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Il cimitero non è più il luogo di pace ch’io assisto.

Malevoli presenze si agitano tra le tombe, scoperchiandone i coperchi, svegliando il sonno dei dormienti turbando la pace dei fiori e svegliando gli angeli di pietra.

O cielo… sono assai preoccupata…

Oggidì Anton mi ha dato la copia del cancello del cimitero. Finora non era mai stato chiuso con “quella” chiave…

Già ieri è stata una giornata tremenda, ho litigato col mio amato signore perché Mercedes ed un biglietto di madama Saphira mi hanno insinuato in me il dubbio del tradimento.

Dopo uno scambio di missive col mio signore sono andata al campo e alla fine della giornata ho incontrato mio cugino Etienne… ed egli mi ha parlato di quello che è accaduto al cimitero…

Ho necessità assoluta di parlar col mio signore, il mio Visir. Elie non si è più fatta vedere e so che avrei bisogno del suo aiuto. Seppur donna ella sa maneggiare la spada molto meglio di me a causa della sua educazione militare.

 

Oggi sono stata ai giardini ed ho trovato Gustave ed Etienne. Siamo rimasti tutti piacevolmente insieme fino a che mio cugino è praticamente fuggito via dopo che un paggio gli ha consegnato una lettera. Temo che la missiva che gli è giunta riguardasse proprio il campo santo.

Gustave ha notato il mio turbamento ed è stato molto dolce con me, dicendomi che per qualsiasi cosa posso contare su di lui.

Lui ed Ester sono degli amici così cari che mi si stringe il cuore al pensiero di saperli lontani.

Quanto vorrei abbracciarli entrambi.

Nei giardini di palazzo Lucrezia vi era inoltre una giovine dama, anch’ella molto gentile, nomata Alexiel.

La città è sempre più piena di forestieri. Oggi ho anche rivisto una dama che non vedevo da molto. Avrei voluto chiederle notizie su una persona che invero da molto non vedo ma non l’ho fatto…

Vinque, messer dolce, dove siete? State bene?

Raramente penso a lui, molto è passato dal tempo della separazione ma egli ed Erica mi sono stati accanto e mi hanno accolta in laguna i primi giorni, non appena tornata dalla Danimarca.

Devo contattare nuovamente dama Ereandil… so che per il concerto ci sarà Envy ed anche Giorgia. Per lo meno conosco due delle musiciste.

 

Mie care rose, di che colore siete oggi?

Chiudo gli occhi, non voglio vedere il colore, tanto lo sento addosso sulla pelle lo stesso…

Una continua girandola di sfumature… come i miei sentimenti in balia all’animo mio e agli eventi.

 


§SorayaLaRosa§....... commenti

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Il mio sesto senso non si sbagliava. Oggi tra le molte missive che mi sono arrivate una era di lady Erandil, il nuovo mastro dell’Accademia dell’Arte Veneziana, che ha ereditato la carica di Selena D’Este. Oggi pomeriggio sono stata convocata a palazzo Grassi per discutere con lei di un prossimo concerto da organizzare. Stamani invece mi sono recata al litorale del Cavallino dove ho trovato dama Giorgia e Madhreth.

È stato scortese come sempre e ha detto che userà i miei fiori per portarli sulla tomba di una donna chiamata Michelle… non so se l’ha detto per ferirmi o se lo farà davvero. Gli ho risposto per le rime dicendogli che se proprio deve fare economia usando dei fiori che gli ho donato poteva anche passare alla serra e gliene avrei dati di nuovi. 

Poi ho conosciuto dama Evey, una dama che viene dall’Austria, una brava violoncellista che mi affiancherà al concerto. È stata una sorpresa quando l’ho ritrovata nel tardo pomeriggio a palazzo Grassi.

Al lido ho anche avuto uno strano incontro con un individuo mascherato con una cappa da bauta e la maschera dorata da medico della peste. Mi ha avvicinata quando ormai tutti se ne stavano andando e io mi sono spaventata ma per fortuna non aveva cattive intenzioni. Desiderava solo sapere dove si trova il conte Emanuele. Io gli ho detto che ha lasciato la gilda dei medici e che da molto non lo vedo a Venezia ma che gli riferirò che lo ha cercato nel caso lo trovassi in futuro. Costui si fa chiamare Oleandro. Un nome così esotico non lo dimenticherò.

Per pranzo sono andata alla Locanda di Rialto ed Ester era un po’ giù di morale in quanto Gustave a causa di un brutto attacco di malinconia non voleva uscire dalla sua stanza. Ho consolato Ester e mentre stavo per uscire per andare da dama Ereandil è entrata in locanda Mercedes!!!

Come mi sono sentita felice, era moltissimo tempo che non la vedevo. Le ho chiesto se finalmente avremmo potuto continuare a vederci e lei mi ha detto di sì.

Ora che sono qui a casa mia con Etienne stò decisamente bene. Non gli ho ancora parlato del fatto che oggi ho visto Madhreth…. Non voglio consigli da nessuno quindi penso che tacerò per questa volta.

Anche mio cugino però ha dei segreti. Da quando mi ha raggiunta qui a Cà D’Oro lo posso notare, i suoi occhi si voltano spesso verso l’orizzonte. Credo che abbia avuto un amore e che ora sia lontano da egli… ma Etienne non è fatto per amare, può solo essere amato..

Il mio piccolo cugino dai capelli riccioli…

 

Oggi ho potuto vedere Anton solo per un momento…

Mi ha salutato con un sorriso molto dolce ma non abbiamo ancora avuto modo di continuare un bel discorso cominciato al cimitero… da quel che ho intuito gli sono cara tanto quanto lui è caro a me.

 

 

già, c’è un però… sono troppo confusa al momento… sarà il caso di affrontare le cose con calma.

Etienne, il concerto… Anton.. Madhreth… le questioni riguardanti la gilda..

 

Oh miei dolci rose bianche, tingetevi del  colore che porterà il mio animo nel futuro…

 

Che colore sarà? Giallo gelosia? Rosa amicizia? Rosso amore? O nero come la morte?

 


§SorayaLaRosa§....... commenti (1)

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Accadono molte cose, tutte troppo in fretta per pensare.

Mio cugino Etienne è arrivato a Venezia, non so come ha fatto a scoprire che sono venuta a vivere qui, ma non m'importa, il mio pdolce cugino è venuto da me.

Sono passati sei anni dall'ultima volta che l'ho visto, io dodicenne e lui un marmocchio di dieci anni che rincorreva me e Fresia tirandoci i capelli.

I suoi boccoli scuri sono morbidi e i suoi modi di fare da gattino non sono affatto cambiati.

Ho ancora delle novità da raccontare, ma sono stanca e ho dei buoquet da confezionare.

Spero di riuscire a scrivere nuovamente al più presto.

 


§SorayaLaRosa§....... commenti (2)

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Sapete che immagine mi evoca la mente riguardo a voi? Siete come l'acqua che scorre in un fiume di montagna...


Singolare visione, spiegatemi.


  L'acqua del fiume non è come il mare... nelle montange i fiumi nascono e cominciano a scendere verso le valli. La loro forza è impetuosa, come il vostro essere. L'onda del fiume è sempre forte, salta dalle cascate, trascina con sè i tronchi; che potrebbero essere le persone; poi a volte scende in zone più calme, dove si ferma per poco, come nelle grandi pozze; lì è quando vi sentite fermo senza ispirazione; finchè poi si esce passando dall'estuario e la storia ricomincia.


Interessante... proprio interessante... siete sagace...madama. Nella mia discesa stavolta ho incontrato un sasso molto poco opportuno, che mi ha parzialmente rallentato... forse altri letti sono più gioviali per le mie corde.


 Messere dite che sono inopportuna? Mi spiace.  Spero che non abbiate brutti ricordi su di me dopo questa chiacchierata. Siete una persona singolare come poche ne ho incontrate finora. Ora devo andare via. Mettente quei fiori in un vaso con dell'acqua. Vi auguro la buonanotte ser Madhreth, e spero di continuare a discorrere ancora con voi.


 il vostro rifiuto è stato inopportuno... per me naturalmente. Madama...


  Messere... sarò lieta di suonare ancora per voi, ogni volta che vorrete. Questa volta invero vi ho rifiutato, avete molte donne che possono consolarvi .... vi ho rifiutato perchè non mi avete ancora conquistata.

*Come l'onda di un fiume di montanga" *Sono certa che ci rivedremo, messere*

 

*Diedi un mazzo di orchidee a quell'uomo* 

*Discusi con lui di amore, di passione e di desideri*

*La notte è finita con la nostra separazione*

 

 

(Madhreth -> porpora / Soraya -> blu)


§SorayaLaRosa§....... commenti (2)

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E'  incredibile come un palcoscenico ed un artista possano farci ritornare quelli che siamo.

Fresia, mia musa, mia amata....

Teatro, sei mio padre, sei mia madre......

Mio violino, mio amante...

Questa notte mi stò addormentando tra le braccia calde di mia madre.... dormo al teatro e il sipario calato mi protegge, il camerino è comodo.... che nostalgia....

Madhreth...

Grazie.... per ora giacerò addormentata come la principessa del castello, tra le rose.... e all'alba mi sentirò bene...

Lasciami fare chiarezza nella mia vita, poi ti risponderò Madh, te lo prometto.

Ancora una volta, mio amato mondo di poltrone, di broccato, di candelabri e magia, buonanotte.


§SorayaLaRosa§....... commenti (3)

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Rose blu, notti di sogno

 

“Ehi Fresia, la sai una cosa? Ho ricevuto un dono, proprio il giorno dopo quello del mio compleanno.”

“Mais Oui ma petite?”

“Si Soeur, lo vedi quell’abito di seta di broccato verde smeraldo ed oro con i bordi di pizzo di sangallo blu? Me lo ha donato Anton.”

“Che dolce sorriso riservi a quel vestito ma petite.”

“Davvero Fresia?”

“Si, lo posso vedere angelo mio, mia piccola Soraya. Bè, ormai non sei più tanto piccola…”

“Fresia, ti prego… non ricordarmi che ora sono più grande di te a quel tempo…”

“Ciò è inevitabile ma petite, ma ti prego di perdonarmi, non ne parlerò più.”

“Fresia, ti piace quel vestito?”

“Moltissimo, e a te?”

“Penso che sia la cosa più bella che ho ricevuto in questi anni. E poi me l’ha regalato Anton.”

“Vedo che gli sei molto affezionata… ieri se non gli sei saltata addosso abbracciandolo ci è mancato molto poco.”

“Cosa ridi soeur?Non prendermi in giro”

“Oh, ma non arrossire così, mi riveli tutto”

“Ehi Fresia?”

“Si?”

“No, nulla…”

“Sei sempre la solita sorellina, così dolce e adorabile.  Però fai fatica a rivelare quello che senti vero? Non cambierai mai. Ma è per questo che le persone sono così attratte da te.”

“Senti Fresia…”

“Cos’è vuoi cambiare discorso?”

“Io… non posso dirtelo tanto lo sai.”

“Del tipo che sono due giorni che vai al Bazar di Sant’Elena?”

“Mi osservi sempre vero?”

“Come potrei lasciarti sola? Per lo meno le volte che ti appaio in sogno ti posso parlare, ti voglio tenere d’occhio, sei la mia petite. Alla fine hai scelto?”

“Si, ho una mezza idea, spero che gli piaccia.”

“Sono sicura che gradirà. Quando agirai?”

“Per ora non lo so ancora…”

“D’accordo, allora aspetterò di vedere cosa farai. Buonanotte Soraya.”

“Vai già via?”

“Tu devi riposare e il mio tempo per questa luna è finito, ma lo sai che tornerò.”

“Mi manchi tanto Fresia…”

“Lo so cara, è per questo che vengo a trovarti nei sogni.”

“Ti voglio bene.”

“Lo so. La tua poesia mi è piaciuta moltissimo.”

“Quella che ho scritto sulla bacheca?”

“Certamente.”

“Che bello…”

“Su ora dormi e domani vai da Anton, fagli vedere che bella principessa sei.”

“Dai Fresia, non sono una principessa.”

“Si invece. Cosa credi che fossero i Montecchi nel Medioevo? Ora dormi Soraya. Buonanotte.”

“Buonanotte Fresia… ciao…”

 


§SorayaLaRosa§....... commenti (3)

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Frammenti degli ultimi due giorni schegge di rosa rossa

 

4/7/1726

 

Oh, Venezia, mia Venezia, mia amata… sono tornata  da Vicenza, mio ultimo lavoro come violinista, ultima festa organizzata da Xavier prima della sua partenza per le Fiandre.

Non ho atteso di passar laggiù ancora una notte per meglio riposare. Aiutata da una gentile cameriera di nome Caterina ho fatto in fretta e furia i bagagli e sotto il sole caldo del meriggio ho incitato il cocchiere a spronare i cavalli. “Iddio sia lodato” ho pensato non appena siamo giunti in territorio veneziano e sono scesa dalla carrozza per salire sulla barca, aiutata dal dolcissimo Orlando, il marinaio che mi porta sempre a San Michele.

-Avete fatto un lieto soggiorno dama Soraya? – mi ha domandato con un tono allegro e leggermente sarcastico.- Sembra che stiate scappando col diavolo in corpo, che vi accade bella signora?

-Orlando, non stò più nella pelle, voglio tornare a casa mia, portatemi in laguna dritta a Cà D’oro! – ero felice mentre gli dicevo questo, eccitata per i postumi della festa, felice di essermela soprattutto lasciata alle spalle e desiderosa di tornare a casa mia.

-Venezia vi entra dentro e non esce più è ben peggio di un’amante. – questo mi ha detto mentre la barca scivolava sulle acque dell’Adriatico. –Sono lieto che siate tornata così presto. –ha detto mentre sul ponte manovrava il timone della barca. –Ormai portarvi a San Michele è una bella abitudine e voi siete una signorina davvero gentile. Trattate tutti come vostri pari. Oh, scusatemi. – ha detto sorridendo e scuotendo la testa. io gli ho sorriso di rimando. Orlando è fatto così, non può fare a meno di dire quello che pensa.

Come la barca ha attraccato all’imbarcadero mi ha aiutata a portare dentro le due valigie, purtroppo pesanti con tutta la roba che Xavier mi ha ridato, spartiti, leggii ed altro. Ho pagato Orlando che ha intascato gli scudi facendoli magicamente scomparire dal palmo della sua mano dritti nel borsellino che tiene legato con una catenella dentro la giacca.

Sono salita al primo piano dove ci sono le stanze (tutto di Venezia è al primo piano così quando sale l’alta marea si allaga solo lo spazio riservato alle barche), Marie la governante era già a letto ed io mi sono slacciata il vestito buttandolo assieme al mantello per terra. Ho tolto le scarpe con un calcio. Erano quasi le nove di sera ed ero in viaggio dalle quattro del pomeriggio. Ho sciolto i capelli e mi sono buttata sul letto a baldacchino senza badare a mettermi sotto le coperte. Il bustino semi slacciato, i capelli a circondarmi come un’aureola, e solo il violino riposto con cura al suo posto. poi ho dormito profondamente…

 

5/7/1726

 

Ieri sera sono andata come mio solito alla locanda di Rialto. Ho incontrato Ester e mi ha raccontato di un bizzarro incontro avvenuto all’interno della basilica con un messere mascherato. Io e lei abbiamo dei sospetti su chi potrebbe aver ingaggiato un simile individuo ma non scarto l’ipotesi che si trattasse di uno scherzo di cattivo gusto. Costui ha avvicinato la mia amica e le ha fatto domande assurde mentre nascondeva la sua identità dietro la maschera. Lei ha risposto assecondandolo, nulla vi è da fare quando s’incontra un matto. Assecondare e rispondere con noncuranza.

Le ha chiesto una ciocchetta di capelli ed è sparito. Lei si è spaventata un po’ e in locanda le ho chiesto se desiderava bere qualcosa per calmarsi. Ha detto che non ne aveva bisogno ma quando si è alzata per andare a casa le è venuto un capogiro. Le ho proposto di stare da me per una notte ma non era suo desiderio. Ho insistito per lo meno per accompagnarla personalmente alla sua dimora. Se solo ci fosse stato Ser Gustave sarei rimasta un po’ più tranquilla… gli uomini quando servono non ci sono mai..


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2/7/1726

 

Ah, quante cose accadute in questi giorni. A volte sono ancora un po’ triste, ma sento che l’ansia che causa i miei problemi si stà via via allontanando.

Ho una bella notizia da dare. Abbiamo da ieri un’apprendista nella Gilda. E soprattutto una persona che oggi, dopo una piacevole chiacchierata posso dire che è splendida. Stò parlando di Lady Elie.

La notizia mi è giunta stamane, passando a San Marco ad ispezionare la bacheca ed ho subito notato la calligrafia di Anton che recava l’annuncio con l’entrata della nuova venuta.

Ieri eravamo assieme in serra io e lei e siamo anche state partecipi di un evento assai spiacevole. Io ho controllato il luogo per vedere se v’erano visitatori ma il cimitero era deserto. Allora mi sono seduta sulla croce di marmo bianco di una lapide molto spessa, che regge il mio peso e mi sono messa a suonare il violino. Lady Elie probabilmente è venuta dopo di me, mentre io suonavo perché non mi sono accorta della sua presenza. L’ho trovata quando ho smesso di suonare. Si era addormentata dietro ad un albero posto alle mie spalle. L’ho notata perché la spada che porta sempre con sé era rotolata sul terreno. Si è svegliata di soprassalto, visibilmente imbarazzata ma non aveva nulla di cui preoccuparsi. Mi ha detto che mi aveva sentito suonare e per non disturbarmi si era seduta dietro il tronco e per il caldo si era appisolata. Mi ha fatto i complimenti per la mia melodia. Io ne sono stata felice perché non suonavo la mia “Ma Cherie” da un anno abbondante.

Poi ho udito delle voci provenire dal viale centrale, alla nostra sinistra, vicino ai cancelli d’entrata. Ho visto due dame che non conosco, straniere direi dal loro accento, probabilmente russe. Stavano litigando ferocemente ad alta voce. Poi una di esse ha preso per il collo l’altra e là spinta contro i lcancello. Ho subito preso la gonna tra le mani e mi osno avvicinata alle due.

-Che cosa succede dame? –ho domandato usando un tono che non utilizzo mai, perentorio e duro. –Questo è un luogo i pace, dove riposano i morti. Siete invitate ad onorare il silenzio.

Lady Elie mi si è affiancata e quando una delle due mi ha aggredito verbalmente non ha esitato a tirare fuori la spada. Dovevamo essere molto strane. Io, al centro del viale con la veste azzurra e i capelli sciolti ad impartir ordini. Elie al mio fianco on le sue vesti maschili e la spada in mano. La dama che aveva sbattuto la testa sul cancello che si scusava schernendomi mentre quella vestita di rosso che mi diceva di non darle ordini.

Poi, come un angelo caduto dal cielo è giunto Anton e ha mandato via le due dame.

 

Oggi sono tornata al campo per accertarmi della nuova venuta nella gilda e l’ho trovata già al lavoro. Che dama encomiabile. Poi le due dame di ieri sono tornate. Ho avuto la premura di andare all’armeria di Sant’Elena a comprare un pugnale stamani, cosa che volevo fare già da tempo. Grazie al cielo non si sono fermate, anche se ho notato lo strano comportamento che le lega… non mi piacciono.

Poi ho parlato un po’ con Lady Elie per conoscerla un po’. Mi ha detto che è stata allevata come un uomo, ecco spiegate le sue fogge maschili, per ordine del padre e che è stata capitano delle guardie reali francesi.

Poco dopo ci siamo separate, ognuna per tornare ai propri alloggi.

Domani è lunedì, i gironi della mia partenza per Vicenza si avvicinano. Oh, il timore mi assale, non partirei se potessi… Xavier, vengo solo per tuo amore, non per altro… mecenate adorato, io non ce la faccio più, non me la sento di suonare per quella gente e tu lo sai bene… ma per te sopporterò, sperando di tornare vincitrice da quella parte di mondo che per qualche mese voglio dimenticare.

 

 

 


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