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Soraya Montecchi, Dama di Venezia. Una semplice storia scritta di mio pugno, nata da un GDR.

Amo

Il mio violino, le mie Rose, Etienne amato cugino, il mare di Venezia, le feste in maschera, i giardini di Palazzo Lucrezia, la luna, il caffè Florian. Ho una predilezione per i miei più cari amici, Ester, Gustave, le attrici del Grimani Ameli e Armand, Anton e Karont, il gatto di Etienne.

Odio

Detesto gli ignoranti, coloro che disprezzano l'arte senza conoscerla, esseri senz'anima. Detesto la solitudine, la noia e colui che mi strappò dalla vita felice con mia sorella Fresia.

Ascolto

Lo sciabordio dell'acqua, il suono del violino, i passi delle persone, le voci delle persone. Il mio Cuore.

Guardo

I canali e le case di Venezia, quando la mia gondola scivola leggera sull'acqua. Guardo gli interni del Cafè Florian, i giardini di Castello, i Palazzi della mia Cà Foscari.

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Continuare a vivere a Venezia, riavere accanto a me il mio Angelo.

Io

Sono Soraya Montecchi, Violinista di Verona. Nell'inverno dei miei sedici anni lasciai l'Italia alla volta dell'Europa, tracciando il mio cammino e suonando nelle corti e nei teatri d'Europa sotto la guida del mio Mecenate vicentino Xavier. A diciotto anni sono tornata in Italia. Volevo tornare nella terra dove ero cresciuta e dove avevo amato la persona più importante della mia vita. Ma non ebbi il cuore per tornare nella mia città natale. Sbarcai alla Serenissima il 9 aprile 1726, nella terra dell'acqua. Sono stata la Visri dei Necrofori della Città del Leone, poi sono tornata a lavorare come violinista. Vivo a Cà D'oro e questa è la mia storia.

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Un anno è passato, tra musica e suoni, canti e balli. Le risate nei cafè, le letture al parco, i giochi dietro le maschere e i letti dei salotti, i pianti nascosti, i veli posti sul capo durante le veglie in Basilica, i misteri del cimitero, le passeggiate al Lido, i concerti nei palazzi, le amicizie dell'accademia dell'arte, le invidie, le gelosie e il sostegno degli amici. Tutto ciò è la mia Venezia. Ora e per sempre, ricordi racchiusi all'interno di me.
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30/06/1726

 

Gli strascichi di tristezza mi hanno perseguitata fino al pomeriggio lo ammetto. Ero andata al campo per mettere in ordine l’inventario e quando sono entrata dalla porta principale ho sentito quella sul retro chiudersi. Mi sono incuriosita e quindi, con ancora la borsa del violino in mano sono andata a controllare e ho visto il mantello di Anton a terra. Mi sono chinata e l’ho raccolto.

Ho subito riaperto la porta e a parte alcune orma sulla ghiaia non ho visto nulla… il mantello che stringevo tra le mani era indubbiamente il suo… che fosse uscito per una commissione? O per qualche suo affare privato? Oppure, che mi stesse evitando? Che mi avesse scorsa due sere fa ai giardini mentre era in compagnia della cortigiana?

Non so che pensare.

Al pomeriggio in balia del mio cattivo umore sono andata ai Giardini… ho buttato via una lettera, l’ho fatta a pezzi e l’ho data al mare. Non era nulla d’importante… inoltre mi è stato rifiutato un omaggio floreale… non ho insistito per recapitarlo. Era solo un pensiero…

Ai giardini v’era anche Ester. Io ero così sulle nuvole che nemmeno l’ho vista, non so se è giunta prima di me, dopo… mi sono accorta di lei quando ho sentito una presenza accanto a me. Abbiamo parlato del più e del meno. Se ha percepito o meno la mia tristezza, non ha dato segno d’accorgersene, forse temeva di apparir indiscreta. Io invece avrei tanto voluto sfogarmi. Mi è sfuggito dalle labbra che ho visto Catrine assieme ad un ser ma non l’ho nomato. Del resto Ester ha già ricevuto fastidi da quella meretrice che veste merletti solo perché non batte il marciapiede ma vive nel palazzo di Giulia. Pazienza.

Sono uscita e sono tornata al campo santo nel tardo pomeriggio. Non posso lasciar senz’acqua i miei fiori. E il tramonto è l’ora migliore per abbeverarli. Mentre innaffiavo dietro la serra, ho sentito una voce chiamare. Sono tornata sul sentiero ed ho visto una splendida ragazza molto alta dalla fulva chioma. Indossava un abito maschile, portava una spada alla cintola. Desiderava una rosa.

L’ho accompagnata dove ci sono i cespugli pieni di specie della regina dei fiori. Ne ha scelto uno ed io le ho dato il suo fiore, avvolgendolo con un nastro color zaffiro di seta pura. L’ha infilata nel taschino, all’altezza del cuore e mi ha chiesto un compenso ma le ho detto che gliela regalavo. Il modo in cui ha cercato la rosa più bella mi ha scaldato il cuore e sollevato lo spirito.

Siamo rimaste insieme alla serra e mi ha aiutato ad innaffiare gli ultimi cespugli di ortensie. Le ho lasciato quelli azzurri mentre io mi occupavo di quelli lilla.

Abbiamo parlato un po’, le ho raccontato che la rosa è il fiore che mia madre aveva scelto per me quando ero nella culla. Elie, si questo è il suo nome, mi ha detto che è originaria di Parigi e che per ora la città le sembra splendida.

Le ho detto che se mai le servirà qualche bouquet può contattarmi e mi troverà di sicuro. Abbiamo messo in ordine le ultime cose e ho chiuso la porta. Come sempre ho avuto il mio bel daffare con la serratura ma alla fine l’ho vinta io. Maledetta umidità, devo chiamare un fabbro domani. L’ho ringraziata moltissimo per avermi rasserenato l’animo e lei continuava a dire che non aveva fatto nulla di speciale. Mi sono limitata a sorridere mentre mi accompagnava fuori dalla serra. Dopo di chè ci siamo separate, ognuna per la sua strada, con la promessa di rivederci.

Buonanotte sorellina, ti ho pensata oggi. Mi ha mandato tu Elie? Ha i capelli biondi, ma non lisci come i tuoi. Spero di rivederla.

Ciao Fresia.


§SorayaLaRosa§....... commenti (2)

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Frammenti di ieri... petali di rosa ovunque sulla pagina..

28/06/1726
Sono ancora di cattivo umore per quello che è successo ieri
sera... e ancora di più per quello che ho visto oggi... Ser Anton in compagnia di Catrhine, quella sgualdrina! Non le bastava aver già irretito Gustave, il fidanzato della mia amica Ester? No, quella piccola cortigiana deve mettere le unghie proprio su Anton? Se la mocciosa gradisce degli uomini, bè, il ser di ieri sera glielo presento di corsa se ci tiene. Ero all'entrata dei giardini e subito ho visto lei con la sua chioma riccioluta e poi lui... subito ho pensato che parlassero del più e del meno ma quando li ho visti entrare dentro palazzo lucrezia, la sede delle cortigiane.. Basta, non ci ho più visto!! No, non ci posso credere!
Se non distruggo qualcosa è perchè una forza mi trattiene!
Allora è proprio vero che gli uomini di questa laguna sono tutti
uguali?
Ho il volto tirato per la tristezza... mi sento ferita.. non
posso sopportare che mi si tratti così..
Verso le cinque del pomeriggio sono andata al campo, ho lasciato
i soldi in cassaforte e me ne sono andata.
Se Catrine oserà ancora avviccinarsi ad Anton, e se ancora io
sarò nello stato in cui versavo, le parlerò. Da donna a donna. Lei ha un protettore, un conte fiorentino molto, molto potente. Meglio che io non faccia screzi con quella ragazzina. Appartiene ad una delle gilde più importanti della città, avrei dei problemi a continuare a restare se venissi adocchiata per aver fatto piangere il piccolo bocciolo di madama Giulia, la Lucrezia. Le dirò che lei ovviamente soffrirebbe se quaalcuna le portasser via Emanuele, il suo amato conte... se per lei Emanuele è importante tanto quanto lo è per me Anton, potrebbe capire... o almeno me lo auguro.
Non so se tutto questo lo metterò in atto, sia chiaro... ora non
me la sento.. ma se ne avrò bisogno lo farò...
Ora chiudo, il mal di testa non mi dà tregua e sono stanca..
voglio essere lasciata in pace...

...e caddero grosse gocce di cera rosa sulla pagina...


§SorayaLaRosa§....... commenti (1)

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27/06/1726

 

Stamani quando sono arrivata a San Michele, ho trovato due lettere ad attendermi. Ben due ordinazioni dopo il primo giorno di apertura della serra. Due mazzi di rose rosse per ser Julien ed un mazzo di orchidee per Madama Sephira.

Ser Julien è giunto nel pomeriggio a ritirare i suoi due splendidi mazzi. Era accompagnato da una bellissima signorina dai capelli ricci di nome Ehirisa. Almeno questo è il nome ch’io ho udito perch’ella non si è presentata.

Quando hanno bussato alla porta dell’ufficio erano quasi le tre gli ho fatti accomodare e ho offerto loro dell’acqua freschissima, ottima dopo aver fatto una traversata per giungere all’isola.

Ser Julien si è dimostrato entusiasta dei fiori e ne sono stata davvero molto felice.

“Questi mazzi non sfigurerebbero nemmeno alla corte del Re”. Così ha detto.

La signorina Ehirisa non si sentiva molto bene per via della calura e dopo averle proposto di stendersi nella mia stanza ha preferito tornare a casa sua, scortata da Ser Julien.

Ho osservato i due dalla finestra dell’ufficio allontanarsi. Oh, lo so, non avrei dovuto farlo ma, la curiosità è femmina. Dopo una lunga discussione lui le ha donato uno dei bouquet di rose e poi.. ah, si sono baciati… che teneri… il mio cuore ha fatto tump tump vedendoli.

Anton è passato in ufficio e gli ho mostrato l’acconto sul registro e gli ho dato gli scudi da mettere in cassa comune per le esigenze della gilda.

Al che, mi sono fatta coraggio, chiedendogli se per caso io ieri, lo avessi offeso. Non so cosa mi ha preso, lo giuro! Ma mi sentivo terribilmente in colpa, nonostante a mente fredda rivedessi tutta la scena e non ve ne fosse motivo… oh, cuore mio perché eri così triste?

Gli ho detto che gli sono tanto affezionata e anche lui me lo ha confermato chiedendomi come faccio a fidarmi di lui… che prova un sentimento così strano… gli ho chiesto di spiegarsi meglio e lui mi ha detto che essendo un uomo di mondo si sente così, per via del suo passato. Io gli ho detto che qualunque cosa avesse fatto, certamente non cambierò idea su di lui. Come potrei del resto? Persona carissima che non se ne è andata lasciandomi sola a Venezia come Vinque ed Erica…

E il discorso è morto lì, null’altro…

 

*Sera*

Sono andata ai giardini dove ho incontrato un ser terribilmente scortese. Che mai s’azzardi a riparlarmi se devo essere trattata in malo modo, sia chiaro!

Un corteggiatore spudorato e di quelli della peggior specie… gli ho detto che al momento il mio cuore non cerca nessuno.. e ciò è vero. Il ricordo delle mie ferite vi è ancora e anche tutto l’affetto che provo per Anton m’impediscono di cercare qualcuno che sia solo per me.

Credevo che volesse solo discorrere del più e del meno ma quando le sue intenzioni sono state rivelate ho preferito essere sincera. Perché dovrei ingannare qualcuno su un argomento così delicato?

Egli che ha fatto? Ha detto che non avrebbe mai trovato la donna della sua vita e  se ne è andato senza salutare e usando un tono a dir poco maleducato.  Eppure sono certa di averlo visto in locanda replicare la stessa scena con dama Ada, o sì, ora che ci ripenso sono proprio sicura. Bè, se vuole essere consolato che si cerchi una damigella facile od una zingara!

 

Per sfogare il mio nervoso e il mio tormento mi sono messa a suonare il violino accompagnandolo con del solfeggio. Una graziosa damigella era lì presente e mi ha detto che le è piaciuta la mia esibizione. Questo è bastato per farmi sorridere di nuovo. L’ho ringraziata per aver ascoltato.

 

Poco dopo sono stata raggiunta da Alessandro, il più piccolo dei nostri paggi. Mi ha portato una missiva di Madama Sephira, che temeva di non poter avere i fiori in quanto il ser al quale li avrebbe dovuti donare era già in sua compagnia. Ma io non potevo certo permettere che un appuntamento andasse a monte. Ho spedito Alessandro, rapido come un fulmine ad incontrare la signorina accompagnando il mazzo che mi ero portata dietro con un biglietto dicendole che poteva stare tranquilla. Il suo bouquet lo portava Alessandro tra le sue belle manine. Ella mi ha rispedito il piccolo con una lettera nella quale mi ringraziava, dicendomi che sarebbe passata  al campo di persona. Dal canto mio, spero che passi una deliziosa sera.

Sinceramente, molto più bella della mia…


§SorayaLaRosa§....... commenti (2)

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26/06/1726

 

Ieri mattina ho preparato un buon numero di bouquet per la vendita e dopo aver passato le mie solite ore alla serra, sono stata in ufficio dove ho scritto il numero di mazzi pronti per la vendita e quello che manca in magazzino. Dopo di chè, ho chiamato uno dei nostri ottimi paggi, esperti postini che sanno sempre dove trovare me o Anton per farci recapitare la posta.

"Ragazzino, vieni qui", ne ho chiamato uno che ho intravisto passare nel corridoio dalla porta.

"Ditemi Lady Soraya"

“Ascolta Roberto, io oggi pomeriggio sarò in città e non qui a San Michele. Nel caso arrivassero missive indirizzate a me, so che sari in grado di farmelo sapere. Anton mi ha sempre parlato dell'efficienza di tutti voi."

 "Certamente milady, nel caso qualcuno vi contatti in questa sede vi avvertirò immediatamente." "Bravo Roberto." Gli ho risposto mentre mi mettevo il mantello sulle spalle.. "Conto su di te. Mi raccomando."

 "Vi auguro una buona giornata mia signora."

"Ti ringrazio. Ciao Roberto."

Sono salita sulla barca ed ho raggiunto l’imbarcadero di San Marco. Ho affisso in bacheca l’avviso della riapertura del mercato dei fiori e poi sono andata in locanda, a Rialto.

Lì ho trovato Anton.

Egli si è congratulato con me per l’efficienza del lavoro ed io sono arrossita… come sempre, mi ripeto che anni e anni di teatro e spettacoli non mi hanno ancora abituata ai complimenti… direi che da questo punto di vista sono proprio senza speranza.

Mi ha offerto del buon vino rosso che hanno alla locanda. La qualità era buona ma non ottima come quelle alle quali sono abituata.

Ser Anton mi ha detto che è molto soddisfatto e che mi ricompenserà con un incarico ed un compenso adeguato, parole sue. Mi sono sentita così felice… probabilmente il mio apprendistato lo soddisfa a tal punto che posso segretamente sperare in una promozione?

Poi mi ha domandato come procede il mio vivere qui…. Dopo aver risposto affermativamente mi ha chiesto se anche il mio cuore è soddisfatto… al che, proprio quel piccolo organo pulsante ha sobbalzato.

I ricordi dei messeri incontrati in laguna che mi chiedevano la stessa cosa, frivoli e leggeri mi sono tornati alla mente, e con essi anche il dolore per la scomparsa di chi si era mostrato tanto caro con me ma che invero ha in seguito abbandonato la città.

Mi ha sorpreso una tale domanda da parte di Ser Anton… ho cercato di essere evasiva, mantenendo un normale contegno ma lui non è come gli altri… per lo meno mi conosce da abbastanza tempo per non fare una domanda del genere a bruciapelo.

“ Questa è una domanda che mi fanno spesso. Generalmente molti signori me lo domandano e poi spariscono nel nulla... Sono soddisfatta di come stò per ora... “ però mi sono chiesta se era vero ciò che proferivo…

“Siete una dama sincera…che attrae ed affascina…come le falene al fuoco…hehe noi poveri messeri non siamo sempre in grado di resistere al vostro fascino...e molti ancora non sono in grado di sopportare di non essere alla vostra altezza..”

Ho giocherellato col bicchiere, osservando gli intarsi che s'intravedevano sotto la tovaglia del tavolo. “Dite? Eppure spesso, quando sono sola, mi domando che cosa ho di speciale... e da sola non so darmi una risposta...” per poi mettermi a fissare la brocca di vino.

Egli mi ha sorriso, ha posato il calice sul tavolo e piegato il capo di lato; “Avete uno sguardo vivo e dolce.. avete un sorriso che sa far sciogliere anche il cuore più gelato.. avete una mente fervida e pronta.. che metterebbe in difficoltà anche un grande erudito..”

A malapena riesco a descrivere l’effetto che hanno prodotto in me tali parole. Leggera, si mi sono sentita leggera ed ho risposto semplicemente che mi faceva uno strano effetto sentirmi dire tutto quello.

“E perché mai?” ha proseguito “Vi da fastidio che un uomo dica quello che pensi di voi?”

“No, anzi, apprezzo molto la sincerità. Quando si è vissute fin da bambine in un ambiente come il teatro, i palazzi, le sale delle ville dove esibire il talento, spesso molti con adulazioni e complimenti tendono a confondere le idee, mostrando lati si sè che poi si rivelano menzogneri. I messeri conosciuti nel mio passato non si mostravano per quello che erano e mentivano. Per me la sincerità è molto importante. Mia sorella mi consolava quando venivo ferita da parole false..”

Egli ha annuito, mi ha sorriso sorridendole e poi ha preso la mia mano nella sua, accarezzandola.

“Posso capire.. cosa avete provato mia signora.. ma state pur certa.. che non sarà mai mia intenzione farvi soffrire.. siete.. troppo.. preziosa per me.”

Oddio mio, non sapevo più che fare; tanta la felicità quanto la paura, il timore, di cosa poi? Di come avrebbe proseguito? Del fatto che avrebbe riaperto antiche ferita mai cauterizzatesi nel mio animo?

Sentivo le lacrime farsi strada nel ricevere tali frasi e al tempo stesso così indegna….

“Le vostre parole mi commuovono...” perché non sono riuscita a dirgli altro che questo?

“Non dite cosi.. non voglio causarvi lacrime.. se non di gioia.. mia dolce signora..”

Un mio sorriso accompagnato da un sospiro “Sono già scoppiata in lacrime una volta in vostra presenza, non voglio farvi ripetere l'esperienza; per voi poi che siete così gentile…”

Lui giocava con le mie dita e poi, mi ha chiamata finalmente senza titolo, per nome. “Soraya.. se mai fosse possibile.. salverei ogni vostra lacrima per farne collane.. sarebbero i gioielli più invidiati del mondo.”

“Io... io.. non so proprio cosa dire... ho paura che qualsiasi cosa io dica sia sbagliata...”

Mi ha lasciato la mano… “Soraya.. dite solo quello che volete.. con me.. siate libera sempre di esser vi essa.. vi chiedo solo questo..”

Oh dolore, oh stoltezza, oh sentimenti fossili dentro di me, fastidiosi in quel momento al livello di parassiti quando invece mi sono stati tanto cari… una confusione talmente immensa da farmi impazzire per un istante… ed ora che rivedo la scelta, mi sento come  una bimba smarrita, senza giuda.

Gli ho detto che gli sono sinceramente affezionata e che mai avrei potuto fingere in sua presenza.

Lui, ser Madhreth ed Ester, sono le sole persone che mi sono rimaste accanto da quando sono qui a Venezia… Vinque, Ericah i primi confidenti e amici, scomparsi nell’immensa Francia… Ser Cris e Ser Fulge, ah, null’altro che stolti adulatori…forse, il mio timore è stato quello i perdere anche Anton… per me così importante…

Probabilmente, il mio imbarazzo era visibile, quindi siamo passati ad argomenti più leggeri. La sua vita, finalmente me ne ha parlato (anche se ho dovuto chiederglielo), ho scoperto invero quanti anni ha. Spesso mi diceva, “se potete sopportare la presenza di questo vecchio”. Dimostra poco più di vent’anni e invece ne ha trentadue. Mi sa che gli sembro una bambina io, con le mie sole diciotto estati…

Siamo rimasti a parlar per due ore, poi ho dovuto lasciare la locanda. Lui è tornato al campo mentre io andavo a casa. Prima di uscire l’ho abbracciato sulle spalle, mentre era seduto. Ho fatto quel che l’istinto mi comandava.

Mi ha salutato chiamandomi piccola stella. Poi siamo usciti, lui verso l’imbarcadero mentre io andavo a piedi per tornare a Cannareggio.

“Speriamo che sia una bella giornata domani”

" Speriamo.." ha risposto egli.

“Sono sicura che sarà così”

Poi sono uscita e scomparsa nella luce delle calli.

 


§SorayaLaRosa§....... commenti (2)

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25/06/1726

Stamani sono giunta in locanda per cercare una gradevole compagnia

d'accompagnare ad un buon bicchiere e ad un dolce refrigerio.
Indossavo il mio abito preferito, quello azzurro che ho comprato al

bazar di Sant'Elena circa un mese fà. Avevo legato i capelli in una

treccia che mi batteva sul fianco sinistro ad ogni ondeggiar di passi.
Giunta nei pressi della porta ho visto un messere venire dalla

direzione opposta alla mia. Camminava puntanto un bastone dal pomo

d'argento sul terreno, tic tac, tic tac ad ogni passo e nell'altra

mano reggeva un fascicolo di fogli che catturava tutta la sua

attenzione. L'ho salutato perchè la sua fisonomia mi era famigliare e

non ho sbagliato. Quando ha alzato la testa da quello che poi si è

rivelato essere un copione l'ho riconosciuto. Era Ser Madhreth.
Entrati in locanda ci siamo seduti ad un tavolo accanto ad una delle

caratteristiche finestre bifore che ornano ogni palazzo della città.

Non ricordava il mio nome ed io non mi sono presentata subito, gli ho

fatto scavare un po' nella memoria e si è ricordato per lo meno in che

circostanza ci siamo incontrati, ovvero ai Giardini di Palazzo

Lucrezia poco tempo fà.
"Ah..già... voi siete colei che si ostina a chiamare bardo il

drammaturgo di tutti i tempi... Shakespeare si starà rivoltando nella

tomba."
"Perdonate il mio modo di nomarlo Ser Madhreth, ma essendo nata a

Verona l'ho conosciuto ocn la tragedia di Romeo e Giulietta che da

bambina trovavo struggente ed affascinante, poi a parte qualche dolce

sonetto non ho letto altro purtroppo. Ha invero un vastissimo

repertorio e la grande capacità di scrivere opere drammatiche.

Riconosco che è un Genio, questo non lo metto in dubbio. Comuque, dato

che non ricordate il mio nome, mi ripresento. Soraya Montecchi. E vi

assicuro che non ho nessuna parentela con Romeo"
E così è nata la nostra chiacchierata accompagnata vino rosso e

Lacrima Christie. Egli mi ha parlato di una futura opera in scena al

teatro Grimani, un'opera scritta da lui medesimo dal titolo "La

lussuria uccide." Un titolo intrigante e nessun timore

dell'Inquisizione veneziana; per quel che terrorriza poi, tutti questi

preti buoni solo a predicare quando in realà peccano quanto noi

annegando nello sfarzo. Francesco d'Assisi, lui si che avrebbe qualche

buon motivo per preoccuparsi a questo riguardo.
Il discorso si è via via ampliato. Gli ho detto che sono una muscista

elui mi ha chiesto come faccio a stare lontana dal palcoscenico.
Una semplice domanda, che è riuscita a mettermi lievemente in

difficoltà...

"è questo invero, un argomento... pungente.. Il palcoscenico è

affascinante; a volte, alcune notti mi manca, ma è come se ora vivessi

in uno stato di dormiveglia, galleggiando nella realtà... La nuova

vita che stò costruendo qui mi assorbe, mi prende e a volte basta

anche solo un amico a cui suonare per non farmi sentire nostalgia. è

strano e credo che questo stato non durerà per sempre. Qualche giorno

fà ero a Vicenza da mio ex mecenate e ha cercato di convincermi ad

andare a Torino per suonare, ma io non ho accettato..."
Avrei voluto essere ardita e proferire altro ma non l'ho fatto. La mia

bocca si è chiusa e le mie labbra sono state tinte dal liquidi del

Lacrima racchiuso nel mio bicchiere diretto dentro la mia gola.
La filosofia che mi ha dato Ser Madhreth dell'arte del teatro mi ha

fatto tornare indietro nel tempo... a come ero quando ero Soraya La

Violinista... Era motlo che non mi confrontavo con un custode

dell'arte... per lo meno ad alto livello... Avrei voluto continuare a

parlare e a parlare... ma il tempo era ormai giunto al limite per me.
La prossima volta che ci vederemo sarà al Teatro Grimani. Non vedo

l'ora di scoprire che cosa accadrà.


§SorayaLaRosa§....... commenti (2)

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25/06/1726

Pochi attimi solo, il tempo per un solitario giro per le calli. Venezia, mio unico luogo ove girare senza scorta in piena notte... I capelli sciolti nascosti dal mantello di seta blu e il cappuccio rialzato a coprire il mio viso...

Ho incrociato una dama che usciva dalla locanda, mentre io passeggiavo scendevo dal ponte di Rialto... non so chi fosse.

Ho visto però alcuni scritti di poesie in bacheca, nuovi ai miei occhi... poi ho scorto quelli meno recenti affissi molto ma molto  tempo prima ed ho pensato a quell'uomo dai capelli castani, folti e ricci... i suoi scritti sono immensamente dolci.. splendido artista talentuoso... mi chiedo se gli riparlerò...

Che strano trovare la città così vuota, ma del resto, che mi aspettavo?

Questa sera sono felice, molto felice...  e adesso, alla luce della lanterna, vergo queste poche righe, nella prima notte di questo nuovo giorno...

Sento la necessità di parlare d'arte, di letteratura... e forse di suonare per qualche messere dopo una piacevole chiacchierata... Chissà chi incontrerò nel mio cammino domani. Con chi parlerò e di cosa...

Ho il bisogno di parlare anche senza una presentazione, basta un baciamano ed una riverenza, nulla di più... e poi, na semplice ma piacevole conversazione.

Oh, la candela è ormai consumata... e la penna d'oca comincia a grattare la carta. Buonanotte Venezia, mi accoglierai nelle tue braccia materne quando il sole sarà alto e la vita brulicherà in te...

Buonanotte laguna, buonanotte campielli, buonanotte  e ancora, Buonanotte.

Soraya.


§SorayaLaRosa§....... commenti (1)

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24/06/1726

 

Ieri sono tornata da Vicenza! E dopo aver posato bagagli e borse

a casa ho fatto una passeggiata ai giardini con un pacco di

lettere che Maria, la governante della casa, mi ha dato in mano.

Le ho portate con me e sono andata a sedermi su una panchina

accanto alla fontana, sotto il pergolato di glicine che ora,

purtroppo ha solo le foglie perchè il tempo della fioritura è

passato.

Ho incontrato Ester e abbiamo fatto quattro chiacchiere. Le ho

detto della festa e le ho parlato di Xavier.

Ah, mon bon Xavier... durante un intermezzo della festa è venuto

da me e mi ha detto: "Soraya, so che per ora non vuoi tornare sul

palcoscenico, ma se invece di continuare all'estero tu andassi in

tournèe qui in Italia?"

"Xavier... sapete bene del perchè vi ho chiesto di essere

lasciata sola per un po'.. Non abbiatevene a male, io Amo la

musica, non potrei amare nessuno tanto quanto il mio violino. Lo

sapete Xavier, vi prego, non insistete."

"Soraya, volendo potrei farti fare un tuor in Grecia per

l'estate, o se preferisci a Torino."

Credo che il mio sorriso malinconico gli abbia fatto morire sulle

labbra quello che stava per aggiungere. Tutto quello che sono

riuscita a dirgli onde evitare che il groppo che avevo in gola mi

facese piangere davanti a lui è stato:"Io ora sono veneziana...

vivo nella laguna e sono felice così."

"Soraya, non mentirmi, tu non puoi stare a lungo lontanan dal

palcoscenico..."

Xavier, perdonami, ma io per ora non ce la faccio proprio...

questo averei voluto dirgli invece di defilarmi a danzare con un

giovine che si è avvicinato a noi.

Ma, Xavier, tu mi conosci, tu sai... ma perdonami lo stesso..

Stamani ho fatto un giro alla serra, era tutto in ordine e la

pace era splendida.

Ah, ieri Ester mi ha fatto le congratulazioni per essere entrata

nella gilda. Ne sono stata molto felice.

Poi ieri mi ha parlato della sua famiglia, ha una gemella, deve

essere una cosa bellissima! Ester e Rachele, anche i nomi sono

deliziosi.

Chissà come saremmo state io e Fresia se fossimo state sorelle

gemelle. Chissà se io avrei preso i suoi capelli d'oro filato o

se entrambe li avremmo avuti scuri dai riflessi dorati come i

miei. Eravamo molto simili per costituzione e avevamo gli stessi

occhi azzurri, ma lei era biondissima ed io castana.

Oh, cheriè, mi manchi tanto...


§SorayaLaRosa§....... commenti (1)

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21/06/1726

 

Stamani mi sono recata di buon mattino alla serra. Anton è il solito esagerato, non c’era il disordine che mi aveva fatto immaginare. Certo, ho avuto il mio bel daffare per tagliare le ortiche ed estirpare la malerba ma la cosa si è rivelata molto divertente. C’è un capannone pulitissimo che non saprei nemmeno definire tale. È situato prima degli uffici e della dimora di Anton e sembra una casa. Ho preso una delle stanze e l’ho adibita a mio guardaroba ove cambiarmi d’abito prima e dopo le mansioni. Vi è inoltre una sala dove gli attrezzi sono in ordine, ben tenuti nonostante alcuni fossero impolverati ma niente di arrugginito o guasto. C’era di tutto, falci di vari tagli e dimensioni, scalette, roncole, rastrelli, vasi d’argilla, di porcellana, sacchi di terra, libri di botanica, cesoie, forbici, rotoli di spago, guanti, cappelli con la retina di quelli che usavano anche a casa mia i servi per prendere il miele senza correre il rischio di essere punti, vanghe, annaffiatoi di varie dimensioni, uno splendido tavolo di legno dipinto di verde (che però ho dovuto pulire), due armadi per riporre gli attrezzi più delicati, quadretti fatti con fiori secchi e ceste di vimini.

Non posso descrivere la mia gioia. Certo, c’è ancora molto da fare, trapiantare nuove piante e potare qualche ramo marcio ma per quanto riguarda gli alberi chiederò aiuto al ragazzo che da Madonna dell’Orto mi porta all’isola di San Michele.

Verso pranzo sono andata alla Locanda per prendere da bere e mi ha servito la dolcissima Signorina Merry con la quale ho parlato del mercato dei fiori che spero di riuscire ad avviare. Le ho detto che ne parlerò anche alla locandiera, la Signorina Dominique, nel caso servano per decorare il loco dei centro tavola e dei fiori particolari.

Ieri ne ho parlato via missiva anche a Madame Foscarina, cortese amica, a breve in partenza per un viaggio.

La signorina Merry si è rivelata entusiasta della mia idea e del mio nuovo lavoro e mi ha offerto una deliziosa torta ai lamponi e frutti di bosco fatta da lei stessa. Era splendida, fortunato l’uomo che la prenderà in moglie.

Poco dopo sono arrivati in locanda altri clienti, dama Serenità che avevo incontrato ieri ma non ci eravamo presentate e Ser Stefano. Alle tre sono dovuta andare via per preparare i bagagli per domani. Nuovamente  a Vicenza a suonare per Xavier. Il mio amato ex mecenate mi ha chiesto di suonare a tutte le sue feste, domani pomeriggio dovrò partire. E lo stesso i primi giorni di luglio, poi voglio restare nella mia Venezia.

Amo suonare il violino ma Xavier non si capacita che io ora viva fuori dal teatro. Mi chiedo che faccia farà se gli dirò che ora sono una fioraia.

La stagione che ho passato in Danimarca cantato e suonando è stata l’ultima per ora. Gli avevo già detto che avrei lasciato per un po’… so che prima o poi capirà, in fondo mi segue da quando ho cominciato la mia carriera quando avevo solo dodici anni. Xavier, perdonami…

 

Oggi è l’anniversario dell’addio di una persona a me cara… ho preso un bouquet di rose ed uno di fresie e rose per onorare la sua memoria… un dolce canto echeggiato verso il cielo degli angeli accompagnato dal mio violino e dai miei pensieri… solo per lei… Fresia…


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Da oggi sono la Custode della Serra del Cimitero di San Michele.
Sono entrata a far parte della gilda dei Becchini guidata da Anton.
Sono felice, finalmente potrò occuparmi dei miei amati fiori!!
Ora sì che mi sento Veneziana! Ho un lavoro, un alloggio, molti amici ed una gran voglia di mettermi alla prova. Spero proprio di essere all'altezza di tutto.

Fresia, ma cherie, mi manchi tanto e vorrei dirti che ora la mia vita cambierà, ne sono io la padrona. Del resto lo hai sempre detto: "Ma petite Soraya, solo tu sei padrona del tuo destino!".

Non abbandonerò mia il violino continuerò a fare la violinista ma per ora mi fermo qui, nella laguna veneta vivendo giorno per giorno.

Da oggi per me si consolida la vita a Venezia...

...Petali di rosa a coprire la copertina del diario...


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